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LA DIETA A BASE DI CARNE CRUDA DEL GATTO BENGALA

Pubblicato da in SALUTE NEL BENGALA ·
Tags: dietabarfgattobengalabengalcibocarnecruda
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Pubblichiamo oggi in esclusiva uno studio , condotto\ndall'allevatrice e appassionata di felini selvatici, Tonietto Luisa Albachiara (Oasi Khoomfay Bengals)
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che per diversi anni ha studiato gli effetti e\nla reale importanza della nutrizione BARF (Biologically Appropriate Raw Food\nDiet) tanto discussa da allevatori e medici veterinari, sui suoi gatti bengala.

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Lei è una grande sostenitrice della dieta a\ncrudo nel gatto bengala, che è classificato come un gatto comune domestico, ma in\nrealtà geneticamente è un "ibrido" morfologicamente molto vicino al\nsuo progenitore Asian Leopard Cat, ma non ama mai condizionare le persone sulle scelte alimentari dei propri gatti, che rimanda al proprio veterinario per un consiglio.

" Io non sono veterinaria, gli studi che faccio è per la grande passione che mi lega ai felini e ai miei gatti Bengala, ma amo che le persone si sentano libere di scegliere quale sia la dieta giusta per i loro gatti; io per i miei ho scelto ciò che mi ha dato le prove di essere la dieta che madre natura ha scelto per loro ancor prima che noi umani ci intromettessimo nel voler decidere cosa far mangiare loro.


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L'allevatrice , che da oltre vent'anni alleva\nquesti splendidi felini, ha voluto capire i reali vantaggi di questa dieta\nmolto vicina a quella dei piccoli felini selvatici che non si nutrono di crocchette\nma di piccoli topi, ratti e uccellini.
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Per diversi anni ha verificato e studiato gli\neffetti di questa alimentazione proprio nei periodi delicati  della gestazione e allattamento delle\nsue  splendide femmine di leopardo\ndomestico, e gli effetti sui nascituri.

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L'artista ha\ntenuto sotto osservazione le sue femmine di gatto bengala, nutrendone  4  con\ncarne a crudo e con l'aggiunta di grassi in una percentuale ben precisa, mentre\nle altre 4 le ha nutrite con crocchette di ottima qualità e una minore quantità\ndi grassi.
L’alimento a crudo  conteneva il 40% di proteine e il 25%
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di grassi,\nmentre l’alimento secco in crocchette conteneva il 29% di proteine ( 7% animali\ne 22 % vegetali) e il 15% di grassi.

Al di là di una piccola differenza in\npercentuale, di fonti proteiche e grasse, ciò che l'artista ha voluto testare la\ndifferenza di apporto da una dieta con contenuto proteico di origine animale, e\nuna a base di crocchette un contenuto proteico quasi esclusivamente vegetale.

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Secondo l'artista, i gatti, essendo\ncarnivori, devono necessariamente mangiare alimenti contenenti proteine animali\ne  non vegetali, in quanto in quelle\nanimali sono presenti tutti gli aminoacidi necessari per il loro sviluppo e\nmantenimento.\n
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La qualità di\nqualunque proteina può essere valutata usando un sistema di classificazione\nbasato su diverse variabili:"Il valore biologico" che  rappresenta la quantità di azoto\neffettivamente assorbito ed  utilizzato al netto delle perdite urinarie,\nfecali, cutanee ecc.
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Una proteina\nche possiede un perfetto equilibrio tra aminoacidi assorbiti e tra amminoacidi\nritenuti ha un valore biologico di 100. La proteina di riferimento è quella\ndell'uovo che presenta un VB pari al 100%

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Non è un caso, se vengono quindi definite complete o\nnobili quelle proteine che contengono tutti gli AA essenziali in quantità e in\nrapporti equilibrati, come le proteine animali, a differenza di quelle vegetali\nche vengono considerate  incomplete.

\nNello studio sull'alimentazione del Gatto Bengala, l'allevatrice Tonietto Luisa\nAlbachiara, ha preso nota di alcune differenze molto importanti tra i due\ngruppi di fattrici: quelle alimentate con le crocchette e farine vegetali, e\nquelle alimentate con alimentazione a crudo .
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I risultati\ndi questo studio hanno mostrato che le femmine
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nutrite a\ncrudo  partorivano cucciolate di maggiori\ndimensioni rispetto a quelle nutrite con le crocchette (5,2 gattini contro 3,0\ngattini per cucciolata)
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Inoltre  i gattini nati dalle femmine nutrite con\nl’alimento a crudo,  erano più pe-
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santi allo\nsvezzamento rispetto a quelli nati dalle gatte
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nutrite con\nl’alimento B (830 contro 685 grammi).
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Nelle sue\nannotazioni, l'allevatrice ha spesso indicato quanto le femmine nutrite con\nalimenti
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a maggiore\ncontenuto di grassi (25%) producessero un
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maggiore\nvolume di latte rispetto alle femmine nutrite con
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una dieta a\nminore contenuto di grassi (15%).

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La maggior\nproduzione di latte induceva un maggiore incremento ponderale dei gattini,\ndovuto ovviamente ad un maggior consumo di latte.
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Le gatte\nnutrite con l’alimento a crudo, terminavano il periodo dell’allattamento con un\nlivello di grassi corporei molto simile a quello precedente l’accoppiamento; in\nparticolare, pesavano il 102% del loro peso corporeo originale.
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Le gatte\nnutrite con le crocchette invece, con minore contenuto di grassi e pro-
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teine di\norigine parzialmente vegetale, pesavano allo svezzamento soltanto il 73% del\nloro peso corporeo
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originale.
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Questa\ndifferenza diviene ancora più evidente se si osserva che le gatte nutrite con alimento\na crudo , svezzavano gattini che pesavano in media da adulti 4,2 chili, rispetto\nai 2,0 chili di peso dei gattini svezzati dalle gatte nutrite con le\ncrocchette.
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Questo studio dell'allevatrice Tonietto Luisa\nAlbachiara, ha rivelato, senza ombra di dubbio,
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che la dieta\na base di carne cruda, influisce chiaramente non solo sulle dimensioni della\ncucciolata, ma anche sulla crescita dei gattini e sulle condizioni fisiche\ndella gatta durante l’allattamento.

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Noi del Blog\ndel Gatto Bengala abbiamo voluto pubblicare questo studio , per aiutare coloro\nche hanno in casa un gatto, a farsi un idea su quale tipo di alimentazione dare\nal proprio amico peloso.

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Quando\navremo a disposizione lo studio di qualche allevatore che vorrà dimostrarci che\nle crocchette siano migliori della dieta a base di carne a crudo, saremo ben\nlieti di pubblicare la sua esperienza.

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Per ora, per\nquanto concerne la dieta del Gatto Bengala, la dieta a base di carne cruda,\nbatte quella delle crocchette 10 a 0 !











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