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Cessione cuccioli gatto bengala a 90 giorni: pregiudicati benessere e sviluppo.

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Molte volte abbiamo chiesto consiglio alla nostra maggiore referente per il gatto Bengala, che è la storica allevatrice Tonietto Luisa Albachiara, che da due decenni svolge un lavoro di selezione straordinario e dedica la sua vita al Gatto Bengala con risultati sorprendenti sia per la bellezza ma anche per il carattere dei suoi gatti.

< Il cucciolo del gatto Bengala è in genere molto precoce nel diventare indipendente.
In tanti anni di osservazione, posso dire che dai due mesi in poi, non solo il cucciolo  inizia ad avere necessità diverse; ma anche la mamma, stanca dell'allattamento, inizia a distaccarsi dai suoi cuccioli,
Io i gatti li osservo nel loro ambiente naturale, quello che abbiamo creato in un grande parco dove i nostri bengala vivono in modo totalmente naturale e primordiale.
Qui ho potuto conoscerli al meglio, e nessuno può smentire le mie osservazioni, che sono basate sullo studio del comportamento del gatto bengala.>

Prosegue:  <Nell'ultimo periodo sono stata attaccata da una persona che si è identificata come allevatrice, collegata al sito shardanabengals.com, ; non so chi sia perchè non la riconosco come allevatrice "di vecchia data", non l ho mai sentita nominare nell'ambiente.
Non so perchè, mi ha accusato per il fatto che i miei cuccioli prima dei tre mesi. Credo sia un errore di pensiero dato dall'inesperienza, e probabilmente dati i termini diffamatori, credo denoti anche forse una giovane età anagrafica... Spesso i giovani hanno l'idea che basta demolire l'immagine degli esperti per poterli sostituire... :-))))

Ho cercato di spiegarle che i cuccioli cambiano esigenze di mese in mese, e che le mie convinzioni arrivano da decennii di "osservazione", non dalla flebile e cruda esperienza accumulata in qualche mese di esperienza con i gatti, ma purtroppo non sono riuscita a farla ragionare "ragionevolmente".

Ecco il motivo per cui dico sempre alle persone  che vogliono un cucciolo, di informarsi da allevatori " vecchietti" come me, o da veterinari seri e competenti come quelli che fanno parte dell'Associazione AMNVI, che con grande senso di responsabilità, hanno cercato di far retificare pure la legge regionale Lombardia e Marche, che vieta di cedere un cucciolo prima dei tre mesi.

Io sono totalmente daccordo con l'Associazione, e ringrazio pubblicamente il Presidente Marco melosi che ha affrontato questo argomento più volte.

In merito alla testimonianza dell'allevatrice , riportiamo un articolo dell'Associazione Medici veterinari Italiani del settembre 2016, si chiede di rispettare l'età dei due mesi per il distacco dei cuccioli dalla mamma, in quanto un ritardo potrebbe creare problematiche legate all'inserimento nella nuova famiglia.

Il testo dice:

La Regione Lombardia prevede il divieto di cessione di cani o gatti di età inferiore ai 90 giorni. Il no dell'ENCI. L'iniziativa regionale non è isolata, ma non è prevista dalle norme nazionali. ANMVI Marche: oltre i due mesi si compromette il benessere e lo sviluppo congnitivo-relazionale dei cuccioli.

Sulla recente legge lombarda n. 15, del 29 giugno 2016, che vieta la cessione di cani e gatti al di sotto dei 90 giorni di vita, l'ENCI ha scritto il suo 'no' alle autorità preposte, richiamando la loro attenzione "sull'importanza di tutelare il benessere animale", un benessere "legato anche alla relazione con l'uomo, che potrebbe essere pregiudicato dai 30 giorni in più rispetto al regime ordinario di divieto di cessione nei 60 giorni dalla nascita".

Anche per "salvaguardare il lavoro di centinaia di allevatori presenti in alcune regioni", l'ENCI ha scritto alla Regione Lombardia, e per conoscenza anche al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, al Ministero della Salute nonchè alla Presidenza del Consiglio dei Ministri- " dichiarandosi disponibile sin da ora a partecipare ad ogni approfondimento tecnico che la Regione vorrà avviare, nell'interesse della cinofilia e del settore".

Secondo l'ENCI, con l'innalzamento del limite di cessione, gli allevatori "potrebbero trovarsi in una situazione di pregiudizio o comunque di di sfavore rispetto ai colleghi residenti in altre Regioni, ove invece la durata del divieto di cessione rimane nei 60 giorni".

Il precedente nelle Marche- Recentemente, anche la legge regionale marchigiana (Legge Regionale 20 gennaio 1997, n. 10) ha modificato l'età dei cuccioli, inducendo ANMVI Marche a chiedere la riduzione del termine di 90 giorni a 2 mesi per i cani. Le osservazioni- firmate dalla Presidente di ANMVI Marche Carla Mazzanti- "scaturiscono dall’esperienza quotidiana professionale con i pazienti animali e con i proprietari di cani". In particolare, la nota inviata al competente assessorato marchigiano,  cita l’articolo 14 quinques (Divieti) che alla lettera e) dispone il divieto – sanzionabile - di “separare i cuccioli dalla fattrice prima dei novanta giorni di vita per i cani

Il termine dei novanta non è conforme alla normativa nazionale, che al contrario fissa per i cani lo stesso limite di 2 mesi (ovvero sessanta giorni) previsto per i gatti. In particolare  secondo l’Accordo del 24 gennaio 2013, Stato e Regioni convengono sul "divieto di vendita e cessione, a qualsiasi titolo di cani e gatti di eta' inferiore ai due mesi”. L’Accordo  fa salvi solo i casi in cui “ i cuccioli devono essere allontanati dalla madre per motivi sanitari certificati da un medico veterinario pubblico o privato abilitato ad accedere all'anagrafe canina regionale”.
Il lasso di tempo individuato in 2 mesi dall'Accordo- così come dalle Ordinanze ministeriali in materia- "poggia su basi scientifiche"- si legge nella nota di ANMVI Marche, che chiede di "provvedere alla modifica della Legge Regionale, allineando le disposizioni in capo ai cani e cittadini marchigiani a quelle previste su scala nazionale e correttamente recepite da altre Regioni".

Aspetti comportamentali- La medicina veterinaria comportamentale è concorde nel ritenere che un periodo più breve o più lungo ( e.g. i novanta giorni della Legge regionale delle Marche) vada a detrimento del benessere del cucciolo: se da un lato, un tempo inferiore ai sessanta giorni priverebbe il cucciolo dei benefici sanitari e psico-evolutivi derivanti dal contatto con la madre, dall’altro lato un tempo superiore ai predetti sessanta giorni può compromettere in maniera irreversibile la corretta socializzazione del cucciolo e inibire lo sviluppo armonico del suo comportamento con riflessi sul potenziale aggressivo dovuto a carente relazione con il gruppo sociale umano (detentore, proprietario, nucleo familiare, convivenza sociale in pubblico). E' questo un risvolto approfondito nella lettera indirizzata alla Regione Marche, che aggiunge anche considerazioni di carattere pratico ed economico.

Risvolti pratici ed economici- "Un prolungamento di ben trenta giorni sul termine ottimale dei 2 mesi, quale quello prospettato dalla nostra Legge Regionale, pone anche problemi di carattere pratico ed economico, dovuti alla complessa gestione di cuccioli di età superiore ai 2 mesi specie se di razza grande o gigante e se appartenenti a cucciolate numerose. Ne consegue- scrive la Presidente Mazzanti-  il rischio che detti cuccioli vengano identificati e registrati in anagrafi canine di altre Regioni dove è correttamente consentita la separazione dalla fattrice dopo i 2 mesi".

Chiesta quindi, senza indugio, una regolamentazione della cessione che non crei disparità, "a tutto vantaggio della tutela dei cani e dei cittadini marchigiani (operatori, detentori e proprietari) a vario titolo chiamati ai propri doveri di tutela del benessere animale". In Consiglio regionale, sono state presentate proposte di modifica della legge locale sul randagismo.

MORALE DELLA FAVOLA  :  AFFIDATEVI AD ALLEVATORI ED ESPERTI RICONOSCIUTI!

https://www.anmvioggi.it/in-evidenza/63923-cessione-a-90-giorni-pregiudicati-benessere-e-sviluppo.html



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